Un film di Alessandro D’Alatri. Con Dario Castiglio, Martina Codecasa, Nunzia Schiano, Vincenzo Merolla, Raffaele Vassallo.
D’amore, drammatico, durata 100 min. Italia 2010. Warner Bros Italia, uscita venerdì 2 aprile 2010.
In bilico sul mare, ma soprattutto in bilico sulla vita e sulle emozioni, alla forsennata ricerca di sé. Non c’è niente di più normale che cercare se stessi a 20 anni e la ricerca dei due protagonisti di Sul mare è delle più classiche: Salvatore e Martina cercano il proprio angolo di mondo e cosa fare di questo una volta scoperto. Del resto, è quello che fa ogni giovane della loro età. Solo che Salvatore e Martina lo fanno in quel paradiso terrestre in miniatura chiamato Ventotene.
Lui sull’isola ci è nato e cresciuto e lì ha ciò che di più prezioso gli ha regalato la vita: il mare. Quello stesso mare che gli permette di racimolare un po’ di soldi d’estate, quando splendide turiste, in odore di crema solare, affollano il molo, alla ricerca di avventure brevi e intense. Salvatore ci sa fare con le ragazze. Madre natura gli ha donato la classica bellezza mediterranea e, quando accompagna le sensuali e scatenate forestiere a fare il giro dell’isola sulla sua piccola barca, asseconda con piacere la loro voglia di facile divertimento. Fino al momento in cui sulla sua barca sale Martina, neanche troppo bella, ma così diversa dalle altre, con la sua aria sfuggente e dura, l’inclinazione al silenzio, gli inaspettati e improvvisi frammenti di dolcezza che scalfiscono per un attimo la corazza da volitiva, indossata per celare le mille debolezze e fragilità.
Quella di Salvatore e Martina è la più classica delle storie d’amore, almeno di quelle viste al cinema. Il loro è l’incontro/scontro di due universi totalmente contrapposti, che per questo si attraggono inesorabilmente. Lui è povero e si arrabatta come può, con quella doppia vita sempre uguale, che lo porta a fare il barcaiolo d’estate e l’operaio in nero d’inverno. Lei è la tipica ragazza benestante e anche un po’ viziata, a cui non è mai mancato niente, ma che non ama la sua vita e non sa neanche perché. Entrambi cercano una svolta alla propria esistenza. Lui la trova nell’amore, quello stesso amore che gli dona l’equilibrio, ma al tempo stesso gli fa tremare la terra sotto i piedi, scordare come si cammina e rifiutare il suo unico punto di riferimento, il mare. Lei la trova nell’avventura estiva e nel contatto con il selvaggio, che la spinge al coraggio di cambiare e di abbandonarsi finalmente alla sua vera natura e ai suoi desideri, diversi da quelli che le hanno imposto fino a quel momento.
La forza del nuovo film di Alessandro D’Alatri si basa sulla capacità di scavare a fondo nelle psicologie dei protagonisti, portando alla luce due personalità vere, autentiche nella loro normalità. Ma, oltre all’analisi psicologica, c’è anche l’affresco sociale, con le problematiche della disoccupazione giovanile, del lavoro nero, dell’integrazione degli immigrati e delle morti bianche, che arricchiscono di senso l’opera. Opera girata quasi tutta in esterni, con dolci movimenti di macchina, che accompagnano in maniera naturale il fluttuare delle onde del mare, e una splendida fotografia, aiutata dalla bellezza incorrotta e selvaggia dell’isola. Delicato e grazioso è soprattutto il movimento di macchina che segue il volo di Salvatore verso l’isola, all’inizio del film, e quello che lo scorta lungo il suo viaggio nel blu marino, nell’ultima scena.
Intensa e vera l’interpretazione dei due attori esordienti, Dario Castiglio e Martina Codecasa, entrambi ventenni, a dimostrazione del fatto che il cinema italiano è ancora in grado di scovare giovani talenti, abili nel fare ben altro che i film di Moccia. Le loro facce, belle ma non troppo, convincono soprattutto perché sono vere, così come lo è la loro capacità di incarnare due ruoli affatto scontati o stereotipati.
Tutto sa di autenticità, in questo film ricco nella sua semplicità. E ben vengano pellicole di questo genere, che dimostrano come il cinema abbia ancora i numeri per coinvolgere, emozionare e commuovere, senza bisogno di artifici retorici, effetti speciali, miliardi e 3D.
Voto: 8 meno
Annalice Furfari









